Italia Viva - La prima assemblea nazionale di Italia Viva

25/02/2020

Riuniti per il Buon Governo

È sempre emozionante trovarsi nei luoghi dove le cose accadono ed ancora più emozionante farle accadere.

La rete dei Comitati, dei volontari e dei sostenitori ha reso possibile lo svolgimento della prima Assemblea di Italia Viva, scenograficamente collocata nello storico Studio 10, quello vicino alle finte rovine romane, set di colossal come Cleopatra e Quo vadis.

E ha gli occhi illuminati di speranza e soddisfazione Ettore Rosato mentre passa fra i desk dell' accoglienza.

Matteo Renzi apre la prima Assemblea politica di Italia Viva, una sorta di Leopolda romana - l’assemblea organizzativa e statutaria tendosi il prossimo 22 Febbraio - delimitando il campo di azione: un campo progressista e riformista ben distinto e ben lontano dal populismo della destra e dal radicalismo della Sinistra.

Renzi dà l’avvio e noi tutti comprendiamo che la futura organizzazione territoriale e la militanza sulle singole tematiche, cultura, sanità, ambiente, economia e giustizia, sulle quali saremo chiamati ad operare nella fitta agenda del prossimo futuro, da febbraio all’estate, dipenderanno dal giusto scatto iniziale e dal corretto posizionamento sul quale tutti metteranno a dispozione le loro competenze.

Un partito diverso? Certo, in bilico fra una distribuzione territoriale tradizionale con sedi deputate sul territorio alle quali non si può rinunciare e il sogno di partecipazione dei trecentomila che finora si sono registrati nella piattaforma informatica di Italia Viva dai quali, e non dalla struttura apicale, dipende la crescita esponenziale del partito alle elezioni regionali e politiche.

Renzi sa che bisogna lasciare, ai tanti educati nei decenni passati al lavoro di gruppo e al protagonismo, espressosi nelle forme del Sindacato e dell’associazionismo civile, un’estesa prateria dove si possano, non solo metaforicamente, piantare alberi e idee sentendosi parte attiva nella costruzione della storia del Paese.

A questa folla colta, non giovane e innominata, che da anni chiede alla classe politica un po’ di buon senso, Renzi spalanca la speranza di poter agire tutti insieme sui temi dolenti della cattiva amministrazione italiana, le tasse, la giustizia, la scuola.

Su questi temi apre lo scenario di uno o più pensatoi aperti a tutti , laboratori, seminari, forum, tavole rotonde, comunque li si voglia chiamare. L’immagine che ci viene presentata del nuovo partito - fra gli interventi della pasionaria Teresa Bellanova e di Luigi Marattin - diviene quella di un luogo aperto ai molti e non rinchiuso nei soli palazzi della burocrazia politica romana.

Ai molti, anche se non potranno fino in fondo realizzare questo sogno di partecipazione - vediamo in che termini il partito territoriale si porrà nei confronti di quello immaginifico - resterà comunque la riconoscenza di avere trovato, finalmente, un leader politico che si è accorto della moltitudine pensante e della sua esperienza di vita e professionale e sta cercando di farne un capitale non solo elettorale.

Da Cinecittà, Studio 10, 2 Febbraio 2020

Cetta Petrollo Pagliarani

Coordinatore Comitato Società Aperta Roma 7

Milleitalie > Anno X - numero 1